Autore: Rebecca Quasi
Editore: Self Publishing
Pubblicato: 1° maggio 2024
Genere: Romance
Pagine:296
TRAMA
L’esistenza dell’avvocato Nicola Maschieri scorre placida in
serena monotonia e profonda dedizione al lavoro, fino al giorno in cui il posto
di Procuratore Reggente viene assegnato alla dottoressa Francesca D’Aragona.
Tra i due scatta da subito un’affinità che va oltre la rivalità professionale e
che mette in discussione la vita di entrambi. Il matrimonio in crisi di
Francesca si scontra ben presto con la prepotenza di un sentimento che solo la
forza di volontà può tenere a bada. Provare a negarlo, nascondendo la testa
sotto la sabbia, si rivela impossibile. Nicola si schiarì appena la voce,
Francesca d’istinto si voltò dalla sua parte, lui le sorrise, lei attese una
frazione di secondo e poi rispose mostrando la dentatura bianchissima. Sì, era
lei, quella introvabile. In parte c’era già arrivato, ma in quel momento ne
ebbe la conferma. Saperlo gli mise l’animo in pace. Ora poteva distruggerla in
aula.
Ma quanto sono felice di aver ritrovato la famiglia
Dalfiume-Maschieri? Molto, non c’è che dire…
“Il gigante con il violino” è stata una storia ricca di
sentimenti, passione, amore tra un uomo e una donna ma anche tra un figlio, la
sua mamma adottiva e quella naturale. Con il suo modo straordinario di
scrivere, Rebecca ci ha fatto conoscere tre splendidi individui (Giovanni,
Margherita e Diego) capaci di creare una grande famiglia unita e affiatata,
seppur con qualcuno da rimettere in carreggiata e qualcun altro pronto sempre a
dare una mano. E poi, ovviamente, l’amore tra Diego ed Elena.
Nicola è sempre stata una figura interessante e di rilievo,
ma in “Non più di dieci parole” è il protagonista indiscusso. Avvocato
penalista con una certa fama alle spalle, (tanto da essere definito “lo squalo
bianco”), conoscerà Francesca, trasferitasi da poco in città con il marito
Pietro e i due figli adolescenti, in quanto appena nominata Procuratore
Reggente.
Francesca è bella, impossibile non notarla, oltre ad essere
davvero brava nel suo lavoro.
Un primo scontro in aula li porterà a rendersi conto di che
pasta siano fatti entrambi, e questo sembra già un motivo più che sufficiente
per voler mantenere le distanze l’uno dall’altra. Non sarà l’unico pretesto,
(scosse di terremoto a parte), che li porterà a cercare di ignorarsi il più
possibile.
Poi una circostanza, una decisione, il passare degli anni,
un fil rouge ad unirli in sole dieci parole.
Nicola e Francesca sono stati due protagonisti meravigliosi,
che hanno fatto delle scelte che, mio malgrado, ho condiviso e apprezzato.
La consapevolezza e profondità dei sentimenti di Nicola è tale da lasciare sconcertati. Il
rispetto che provano l'uno per l'altra altro non è che l'amara presa di coscienza che questo non sia il momento giusto per poter pensare a sé stessi e compiere
scelte azzardate. Ma il sentimento rimane lì, vivo, profondo, ad attendere di
poter essere vissuto. Francesca e Pietro genitori, obiettivi, complici, amici,
prima di ogni altra cosa, per i figli.
Tutti i personaggi, a mio avviso, hanno ricoperto un ruolo
imprescindibile.
Ironico, profondo, ben scritto, ovviamente adorato...anche
la copertina, pensate un pò!!
SABRINA
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