L’immaginazione è una cosa
meravigliosa. Peccato però che la fantasia,
usata in maniera scorretta, possa fare di te niente di più che una bugiarda.
Questo è quello che sta iniziando a capire Greta che, dall’età di sei anni,
inventa fatti, persone e cose quando ne ha più bisogno: per tenere a distanza
ammiratori indesiderati, per lavoro e, se è necessario, non ha problemi a
fingersi un’altra persona. Finisce per questo motivo in un
gruppo di auto-aiuto, e circondata da quattro sconosciuti confessa come, con il
passare del tempo, la situazione le sia sfuggita di mano. Greta deve smetterla
prima che sia troppo tardi. Il prezzo da pagare sta diventando sempre più alto
perché rischia di perdere i suoi migliori amici: Larissa, conosciuta tra i
banchi di scuola e Gabriele, di cui è innamorata fin da quando era bambina. Nel
corso degli anni, per colpa delle bugie, tra di loro sono nate parecchie
incomprensioni. Il lavoro di Gabriele, che lo porta spesso lontano da casa, e
le conseguenze, alcune volte disastrose, dell’uso scorretto che Greta fa della
sua immaginazione contribuiscono ad allontanarli.Cosa farà Greta? Quanto ancora
vuole rischiare? Cosa e chi è disposta a perdere?
Greta è una bambina solare e gentile che ha, come immenso desiderio, quello di avere finalmente
nuove amicizie nel quartiere dove si è da poco trasferita, all’età di sei anni,
con i suoi genitori.
La sua fervida immaginazione le terrà compagnia fino al
momento in cui il suo desiderio diventerà realtà, conoscendo Gabriele e
Larissa: Gabriele è il primogenito della numerosa famiglia di vicini con la
quale i suoi genitori stringeranno amicizia; Larissa sarà la compagna di classe
con la quale, già dal primo giorno di scuola, sottoscriverà una perfetta
intesa.
La casetta sull’albero diventerà il rifugio di Greta e Gabriele, quel
posto dove vedranno trascorrere l’infanzia e poi l’adolescenza tra felicità, tristezza,
lacrime, risate, dubbi e insicurezze. I loro sguardi e il batticuore che
contraddistinguono i momenti insieme sembrano esprimere determinate emozioni ma
“le realtà” raccontate da Greta narrano tutta un’altra storia, capace solo di
confondere Gabriele.
Difficile chiarirsi, domandare, approfondire, quando
l’orgoglio e la stupidità prendono il sopravvento, poiché spesso è più facile
lasciar perdere, pur sapendo che ciò ci
farà soffrire.
Ho molto apprezzato il modo di scrivere di Simona,
scorrevole, ironico, delicato, ma in grado di coinvolgere il lettore in un
friends to lovers dalla trama non scontata. L’autrice alterna passato e
presente, e il Pov in prima persona della protagonista ne descrive il
susseguirsi di avvenimenti e sentimenti, che rimangono immutati, anzi crescono
nel tempo, emozionandoci.
Personalmente, non ho condiviso “la scelta” di Larissa, mentre ho adorato la schiettezza di Giacomo,
che non le manda certo a dire (perché quando lo sai, lo sai), la nonnina Nella
(adorabile) e last but not least, le famiglie Ferraro e Parenti, con
quel tipo di amore capace di resistere nel tempo, che sa scaldarti il cuore.
Insomma, grazie a Greta, ho avuto la conferma che: “meglio
una brutta verità ad una bella bugia” è la mossa vincente, e per fortuna, ad un
certo punto, non sono stata l’unica a pensarla così.
Consigliatissimo. Brava Simona!
SABRINA
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