Sogni strappati a Roma, di Antonella Di Fabio

 
"Sogni strappati a Roma. Un'altra indagine del commissario Porta", di Antonella Di Fabio, edito Fratelli Frilli Editore, è il terzo capitolo della serie che ha come protagonista il commissario Porta e che io, ovviamente, ero in trepidante attesa di leggere. 
Curiosi di saperne di più?


Autore: Antonella Di Fabio
Pubblicato: 2 febbraio 2026
Editore: Fratelli Frilli
Genere: Giallo
Pagine: 255



TRAMA


A nessuno la vita regala certezze ma per alcuni è un continuo fluttuare in un mare nero ove si nuota disperatamente senza poter vedere dove si è diretti, spinti da un’unica consapevolezza: indietro non si può tornare. In una Roma autunnale, umida, fredda ma sempre affascinante due uomini scompaiono misteriosamente senza lasciare traccia. Un ingegnere, Paolo, all’apparenza persona integerrima, abile scacchista e appassionato di botanica non si vede da giorni e i suoi vicini chiedono aiuto al commissario Porta. Halima, una giovane donna giunta a Roma dopo un viaggio infernale dal Niger attraverso disumane rotte migratorie, si rivolge al Pro bono team di Flavia e Clara. Il fratello Aziz è scomparso nel nulla. Tra il quartiere Coppedè, il Tufello, Torre Spaccata e l’estrema periferia di Roma comincia una ricerca frenetica, una corsa contro il tempo. Le indagini smuoveranno acque molto melmose e pericolose. I protagonisti saranno trascinati in un vortice profondo e mortale che metterà a rischio anche i loro rapporti personali. Sotto la luce bluastra di una affascinante luna piena, si giungerà alla resa dei conti e a un epilogo ad alta tensione.


“La verità non crea problemi, semmai aiuta a risolverli”

Il sogno di una vita migliore o l’auspicabile opportunità di sfuggire alla morte, sembrano essere motivi sufficienti per affrontare un viaggio lungo, pericoloso e ingiusto, in cui il vero e ineluttabile pericolo saranno la malvagità e la cupidigia umane. 
I trafficanti di esseri umani porranno fine al viaggio di coloro che non hanno soldi a sufficienza, in maniera inumana, lasciando che numerosi cadaveri vadano a ricoprire parte delle distese di sabbia del deserto. Questo è quanto ha visto accadere Halima durante il suo interminabile viaggio alla disperata ricerca di salvezza, un tentativo di fuga dal luogo che la vede vittima di attacchi di gruppi armati, villaggi saccheggiati, rapimenti, brutali violenze. 
Nigerina giunta a Roma da circa due anni, al momento è preoccupata per la scomparsa da circa un mese del fratello Aziz, e al tempo stesso disperata, poiché quest’ultimo è l’unica fonte di guadagno della famiglia.

Nel momento in cui si presenterà alla porta di Clara, sarà impossibile per quest’ultima non prenderne a cuore le sorti, coinvolgendo le sue due collaboratrici, Flavia ed Emma.

Il commissario Giovanni Porta è invece alle prese con un caso che vede Paolo Mancini, un uomo perbene, affidabile, tranquillo, appassionato di piante e scacchi, scomparire senza lasciare traccia.

L’indagine ha subito inizio per Lojacono, Stella e Lupi che, capitanati dal commissario Porta, formano una squadra coesa e collaborativa, motivo d’orgoglio per quest’ultimo.

“Siamo tutti responsabili. Facciamo troppo poco per migliorare le cose. Chiudiamo gli occhi. La nostra indifferenza ci rende complici”

Antonella Di Fabio firma il terzo giallo della serie con protagonista il commissario Porta, addentrandosi nel complicato mondo dell’immigrazione irregolare, del lavoro nero, dei traffici internazionali di stampo mafioso di droga e armi.  

La trama ben strutturata si dipana su due casi paralleli che solo con il proseguo della narrazione si intersecheranno perfettamente tra loro, dando vita a indagini complesse, suspense, imprevisti e colpi di scena, senza però escludere un’importante componente emotiva che caratterizza gli stati d’animo e i sentimenti dei personaggi principali. 

La narrazione in terza persona lascia spesso il posto ad un io narrante sconosciuto, la cui identità verrà svelata solo in un secondo momento.

Gianni, Flavia e Clara (personaggi indubbiamente positivi), ben amalgamano determinazione, risolutezza, capacità decisionale a bontà d’animo e propensione al prossimo, facendo così breccia nel mio cuore. Segnati da un passato doloroso, lottano affinché non sia d’intralcio alla possibilità di essere completamente felici.

“A quella vista Flavia avverte in fondo allo stomaco un senso di vergogna. Di fronte a lei vi è una realtà cruda e ingiusta. Un sottobosco di ricatti e povertà. Disperazione e indigenza di molti al servizio dell’avidità e della ferocia di pochi”.

Rapimenti, minacce, segreti inconfessabili e una costante necessità di guardarsi le spalle, fanno di “Sogni strappati a Roma” un romanzo avvincente, introspettivo, il cui registro narrativo scorrevole, ricercato, composto, fa da sfondo a una Roma dalle sfumature cupe, minacciose e per gran parte sconosciuta se vi si approccia con uno sguardo superficiale.

Un’abile autrice Antonella Di Fabio che continua a stupire dimostrando un’evoluzione e un perfezionamento costante di scrittura, trama e intreccio.


SABRINA

 

 

 

 

 

 

  

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