L'albergo delle Tre Rose, Augusto de Angelis
“L’albergo delle Tre Rose” è il sesto romanzo di Augusto De Angelis che la casa editrice iDobloni ha deciso di rilanciare nel “circuito letterario”, nella collana Gialli Vintage, in una nuova veste moderna e accattivante, in quanto scrittore meritevole di attenzione per quanto concerne il genere noir. Uno stile che sono sicura apprezzerete..
Autore: Augusto de Angelis
Editore: iDobloni
Pubblicato: 22 aprile 2025
Genere: Noir
Pagine: 221
SINOSSI
Milano. Una lettera anonima recapitata alla Questura preannuncia una tragedia: all’Albergo delle Tre Rose la vita di parecchie persone è in pericolo. Quale sia la natura di tale minaccia, ancora non è chiaro; ma il commissario De Vincenzi è deciso a scoprirlo. Ha appena finito di leggere la lettera, quando arriva la notizia che un uomo è stato trovato impiccato proprio all’Albergo delle Tre Rose. Sono le undici di sera. Per il commissario inizia così una notte insonne fra le stanze fumose dell’albergo, in compagnia di misteriosi ospiti che sembrano nascondere un segreto di cui nessuno osa parlare. Ma per De Vincenzi è chiaro che quelle persone non si trovano là dentro insieme per una semplice coincidenza. Ogni nuova scoperta rende la vicenda più intricata e sconcertante. E intanto, la minaccia sconosciuta continua a muoversi tra i corridoi di questo Albergo, in cui «il diavolo sghignazza in ogni angolo».
“Pioveva a fili lunghi, che al riverbero dei fanali parevano argento. La nebbia diffusa, fumosa, penetrava coi suoi aghi nel volto. Sui marciapiedi scorreva ondeggiando l’infinita teoria degli ombrelli. Automobili in mezzo alla via, qualche carrozza, i tranvai colmi. Alle sei del pomeriggio il buio era fitto, in quei primi giorni del dicembre milanese.”
Comincia con la descrizione di una Milano degli anni Venti il romanzo “L’albergo delle Tre Rose” di Augusto De Angelis, permettendo al lettore, fin dalle prime righe, di immergersi nell’atmosfera tipica di questa città, del buio, dell’aria fredda e cupa che la caratterizzano durante i rigidi mesi invernali.
In una di queste vie si erge un albergo caratterizzato da camere spoglie, arredate da un lettuccio in ferro, un cassettone con uno specchio, un lavabo a tre piedi, una brocca e un paio di sedie.
Ciò che lo contraddistingue, però, è il fatto che al suo interno, tutte le sere, il cumulo di persone che vi alloggia, si riunisca per giocare a picchetto, scopone o poker. La necessità di un quaderno per tenere i punti è tutto ciò che serve per parteciparvi.
Ben diversa è, ahimè, la descrizione che si evince tra le righe della lettera giunta alla Squadra Mobile, al cospetto del commissario Carlo de Vincenzi.
“C’è un locale in Milano dove tutte le notti si gioca freneticamente. E non si gioca soltanto: ognuna delle persone che lo frequenta e che vi abita ha in sé un segreto inconfessabile e si muove e agisce, ordendo terribili trame. Un’accolita di degenerati e di intossicati abita l’albergo delle Tre Rose. Un terribile dramma vi sta maturando, che scoppierà mostruoso…”
La sensazione che pervade il commissario sulla possibilità che qualcosa stia per accadere verrà subito comprovata da una telefonata che confermerà il ritrovamento di un cadavere, morto impiccato, al suddetto albergo.
In quanto incaricato dal Questore come colui che dovrà occuparsi delle indagini, al Commissario De Vincenzi basteranno la lettera incriminata, una lista prontamente redatta degli attuali ospiti residenti in albergo, la presenza del vicecommissario Sani e del brigadiere Bruni, per recarsi sul posto.
“Una strana accozzaglia di gente” come opterà per definire De Vincenzi il gruppo di coloro che al momento alloggiano alle Tre Rose: alcuni provenienti da Londra, una giovane americana, letterati, giornalisti, banchieri...
Sarà una notte lunga e complicata, durante la quale un commissario intuitivo, attento ad ogni dettaglio, diretto, profondo conoscitore dell’animo umano con la tendenza ad agire per coscienza e non per sentito dire, non vi porrà fine, ma solo nel momento in cui ogni tassello non tornerà al suo posto, ogni camera verrà perquisita ed il proprio ospite interrogato.
Bugie, omissioni, interessi personali, saranno perpetrati dai vari testimoni, finché qualcuno non finirà con lo svelare più di quanto preventivato, spaventato dal susseguirsi degli omicidi…
Un’indagine complessa, la cui bravura dell’autore si determina nella capacità di dirottare sapientemente il lettore verso la possibile risoluzione, per poi scoprire di dover rimettere tutto in discussione.
La trama si avvale di numerosi personaggi, dei quali verrà svelato il passato, le origini, e il legame con la vittima pagina dopo pagina, in un “viaggio” che spazia tra Inghilterra, Australia, Stati Uniti, permettendoci di assaporare ogni singolo particolare o indizio, e riadattarlo alla scena con la giusta tempistica.
Il puzzle si compone man mano, le persone coinvolte, grazie ad inaspettati colpi di scena, permutano al suo interno, assumendo valenze differenti, acquistando più o meno rilevanza agli occhi del lettore, a discrezione dell’autore.
Le descrizioni minuziose ed accurate dell’albergo permettono al lettore di spaziare fra quelle mura, aggirarsi tra le varie stanze, fino a “conoscerne” gli ospiti, silenziosi e subdoli.
La prosa dal sapore antico, priva di sentimentalismi e futili introspezioni, è limpida, curata, forbita, e si avvale di un registro narrativo che ben rappresenta gli anni in cui si svolge la storia, finemente attinente ad essa.
De Angelis coinvolge il lettore in un giallo ben strutturato, dalle forti tinte noir, dove un integerrimo commissario sarà in grado di ricostruire sapientemente lo svolgimento della vicenda ed addentrarsi nei meandri della mente umana, dove il mero interesse personale non lascerà spazio a nessun tipo di interazione scevra di secondi fini.
“L’albergo delle Tre Rose”, sesto romanzo di De Angelis, grazie alla casa editrice iDobloni (che ha deciso di rilanciarlo nel “circuito letterario” con la ferma convinzione che tra i vintage sia assolutamente uno scrittore che merita di non essere dimenticato), è tornato a popolare le librerie dal 22 aprile 2025, nella collana “gialli+vintage”, con una veste grafica decisamente più accattivante e moderna, che non tralascia lo spirito noiristico del libro.
Come omaggio all’autore, splendida e sentita la prefazione scritta da Lorenzo Scano, uno dei giovani di maggiore talento e ascesa nel panorama del noir italiano.
SABRINA



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