Il male che hai dentro, di Marco Erba

 

Marco Erba, con il suo ultimo libro dal titolo "Il male che hai dentro", edito Rizzoli, continua ad emozionare e coinvolgere con una nuova storia rivolta in primis agli adolescenti , ma non solo.

Autore: Marco Erba
Pagine: 405
Casa Editrice: Rizzoli
Pubblicazione: 7 maggio 2024
Genere: Narrativa

TRAMA

Eli ha il mondo in pugno. È bella, invidiata dalle sue compagne di classe, amatissima da Mare. Da quando sta con lui, le sembra di vivere in una favola. Mare è dolce, premuroso, innamorato di lei al punto che teme di perderla. A volte le controlla il cellulare, un po' per scherzo, un po' per gelosia. Oppure le chiede di cambiarsi d'abito, per non attirare troppe attenzioni. Eli accetta perché gli vuole bene. La gelosia del resto fa parte dell'amore. Oppure no? Cristian è l'opposto di Eli. Da bambini erano amici, ma adesso non si guardano nemmeno. Cristian è chiuso, fa fatica ad aprirsi agli altri, viene deriso dai suoi compagni di scuola, è diffidente verso i suoi genitori affidatari. In bicicletta, però, va fortissimo: è il ciclista più forte del GS Ombregno. Eli e Cristian si ritrovano grazie a Mike, un allenatore con un carisma speciale. Mike è un combattente nato, e il suo avversario sono le ingiustizie. Come quelle in cui verrà risucchiato, tra minacce, soprusi e la ferocia più indicibile. 


Quello che dovrebbe essere un comunissimo secondo anno di liceo scientifico, si trasformerà, per un gruppo di ragazzi, in un’esperienza che, loro malgrado, apporterà importanti e decisivi cambiamenti alle loro vite, non senza prima, però, stravolgerle.

Elisa è bella, ma il suo bisogno di apparire e l’insicurezza di fondo che la caratterizzano, la portano spesso ad essere la caricatura di sé stessa; Cristian vive per il ciclismo, in esso riversa tutto l’interesse e l’entusiasmo che non è in grado di far confluire nei rapporti con i suoi coetanei; Federico ride a comando e trema in maniera incontrollata per i severi giudizi del padre, che lo confondono, destabilizzandolo; Angelo è bello e prepotente, gli occhi azzurri che ogni ragazza vorrebbe si posassero su di lei; e poi Iris, Nick..

Non vorrei svelarvi oltre, se non che Marco ci riporta tra i banchi di scuola, nel tentativo di “combattere” l’adolescenza, superare l’anno scolastico, interagire nel miglior modo possibile e senza troppi scossoni con i genitori e vivere l’amore come il sentimento più potente al mondo. Ognuno di questi ragazzi, la loro storia personale, le persone negative o positive che li circondano, arrivano dritti al cuore. Il modo in cui, alcuni di loro, si mettono in discussione, cercando di non perseverare nei propri errori e di trarre il meglio da determinate circostanze, fanno si che il lettore sia persuaso da un barlume di speranza e di fiducia, con uno sguardo rivolto al futuro.

Un libro a tratti duro, impietoso, che emoziona, commuove, fa riflettere su quanto essere adulti, educatori, genitori, abbia un ruolo fondamentale nella vita di ogni adolescente. Di quante realtà possano essere cambiate, prima che sia troppo tardi. Di come, a volte, troppo tardi lo è davvero. Di quante ingiustizie dovremmo subire prima di imparare a rialzarci da soli, di come la sconfitta possa essere un incentivo a dare sempre il meglio. Di come, alla fine, quello di cui tutti abbiamo bisogno, a prescindere dall’età, dalla provenienza o dallo status sociale, sia essere capiti ed amati. 
Il tema del bullismo torna a bussare anche tra le pagine di questa narrazione, in cui possiamo scegliere, però, se essere solo vittime o anche carnefici. 
Ho piacevolmente ritrovato il Pirata e Masini, che mi hanno riportata indietro negli anni, sulle note di una nostalgica e mai dimenticata” Ci vorrebbe il mare”.

Vi lascio con queste bellissime parole:

…” Hai subito una grande scorrettezza. Non sarà l’ultima: ti capiterà spesso nella vita. Ci sono le persone perbene e anche quelle perfide. C’è chi cerca di dare una mano agli altri e chi gode a danneggiarli…Cadrai ancora Cristian. Ti rialzerai e andrai avanti. Perderai ancora proprio quando penserai di avere vinto, come in quella gara. E poi ripartirai e vincerai di nuovo. Si tratta di non mollare” …

SABRINA

 

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